Decisione fondativa
Caso AT.39824: capire la decisione europea
Il caso antitrust più sanzionato della storia industriale europea. Quattordici anni di intesa, sei costruttori, 3,8 miliardi di euro di sanzioni.
Tre forme di coordinamento illecito accertate dall’indagine
L’indagine della Direzione generale della Concorrenza ha dimostrato che i membri del cartello non competevano lealmente, ma gestivano un coordinamento strutturato su scala continentale.
Il primo filone è la fissazione concertata dei prezzi lordi, che ha uniformato i listini all’ingrosso privando gli acquirenti di ogni trattativa commerciale leale. Il secondo è il rinvio delle tecnologie ambientali, con l’accordo sul calendario di introduzione dei dispositivi necessari a rispettare le norme successive da Euro 3 a Euro 6.
Il terzo filone è il trasferimento integrale del costo dei dispositivi antinquinamento: un accordo sistematico per riversare il 100 % dell’onere ambientale sul prezzo finale pagato dal cliente.
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Costruttore |
Sanzione |
Stato del procedimento amministrativo |
|---|---|---|
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1,01 mld EUR |
Transazione accettata nel 2016 |
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880 mln EUR |
Condanna confermata dalla CGUE |
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752 mln EUR |
Transazione accettata nel 2016 |
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670 mln EUR |
Transazione accettata nel 2016 |
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494 mln EUR |
Transazione accettata nel 2016 |
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0 EUR |
Immunità nell’ambito del programma di clemenza |
Sanzione amministrativa e risarcimento civile non coincidono
I 3,8 miliardi di euro sono confluiti nel bilancio dell’Unione europea. Non risarciscono alcun acquirente. L’azione civile consente alle imprese danneggiate di recuperare il sovrapprezzo pagato, insieme agli late payment interest.
MAN illustra perfettamente la distinzione: essendo la prima a denunciare il cartello ha evitato una sanzione stimata in 1,2 miliardi di euro, ma resta tenuta a rimborsare integralmente il sovrapprezzo imposto ai suoi clienti.
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Domande frequenti
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